Dott.Antonio Iuppa Chirurgia Generale


Chirurgia Generale


Che cos’è?

Con la definizione “chirurgia generale” si indica, differentemente da quanto suggerisce la definizione stessa, quella branca della chirurgia che si occupa di risolvere o migliorare la prognosi delle patologie che interessano gli organi della cavità addominale – intestino, colon, fegato, stomaco, esofago, pancreas, cistifellea, fegato, dotti biliari – oltre alla mammella e alla tiroide.

Di cosa si occupa il chirurgo generale?

Il chirurgo generale è un chirurgo specializzato in interventi chirurgici condotti su mammella, tiroide o su uno degli organi della cavità addominale, il cui obiettivo è curare o migliorare la prognosi delle patologie che interessano questi organi.

Quali sono le patologie trattate più spesso dal chirurgo generale?

Le patologie più spesso trattate da questo chirurgo sono le patologie a carico della mammella, della tiroide e degli organi della cavità addominale (intestino, colon, fegato, stomaco, esofago, cistifellea, pancreas, fegato, dotti biliari). Tra queste ricordiamo in particolare:

malattie funzionali e infiammatorie a carico di mammella, tiroide e degli organi della cavità addominale;
ernie (iatali e inguinali)
ulcere
diverticoliti
neoplasie (gastriche, dell’esofago, dell’intestino, del pancreas, del colon-retto, del fegato, della mammella, della tiroide, dei dotti biliari);
cisti
poliposi
calcolosi
sindromi dolorose da aderenze addominali post-chirurgiche.
Dal punto di vista diagnostico il chirurgo generale effettua molto spesso biopsie dei linfonodi e biopsie mammarie.

Quali sono le procedure più utilizzate dal chirurgo generale?

Le procedure più utilizzate dal chirurgo generale sono:
esami endoscopici diagnostico-operativi (gastroscopia, pancolonscopia, rettosigmoidoscopia) che permettono la valutazione interna (endoscopia diagnostica) degli organi esaminati per poterne studiare anatomia, funzionalità e possibili patologie. Attraverso gli esami endoscopici è inoltre possibile eseguire piccoli prelievi di tessuto da sottoporre ad analisi istologica e piccoli interventi in anestesia locale come, ad esempio, l’asportazione di polipi (endoscopia operativa);
esami radiologici (Rx del tubo digerente, clisma opaco, Tac, Rmn);
interventi chirurgici che vengono eseguiti, a seconda dei casi, “a cielo aperto” (laparotomia); in modalità “mini-invasiva” (laparoscopia – chirurgia robotica); sotto guida ecografica.

Che cosa si intende per “intervento chirurgico in laparoscopia”?

Un intervento mini-invasivo sui visceri interni, che si opera a “cielo coperto”, cioè senza grandi tagli.
Impiega una sonda ottica che consente di vedere, per esempio, la cavità addominale attraverso un’incisione praticata presso l’ombelico e previa insufflazione in addome di anidride carbonica.Attraverso una o due altre piccole incisioni praticate vicino alla prima vengono introdotte sonde operative (trocar), che consentono il passaggio di strumenti chirurgici miniaturizzati (manovrati dall’esterno) e di una microtelecamera per il controllo delle varie fasi dell’intervento su uno schermo televisivo.

Quali vantaggi offre al paziente questo metodo chirurgico?

Riduzione di intensità e durata del dolore, minori disturbi nel decorso postoperatorio (negli interventi addominali, per esempio, non si ha interruzione della peristalsi né formazione di aderenze), degenza ospedaliera più breve, recupero psicofisico più rapido.

Le misure pre-operatorie

Semplici misure tenute dal paziente prima di un’operazione, unite a quelle ospedaliere, contribuiscono a un buon decorso postoperatorio

Preparandosi opportunamente all’intervento chirurgico, il paziente può contribuire a far sì che questo e il successivo decorso postoperatorio si svolgano nel miglior modo possibile?

Sì; il paziente può far molto per facilitare il compito del chirurgo e per diminuire i disagi personali, legati alla situazione contingente.

Che cosa si può fare, a titolo di utilità personale, prima del ricovero in ospedale?

a) Fumo: nei giorni immediatamente precedenti l’intervento chirurgico, è opportuno sospendere l’uso del tabacco; ciò allo scopo di ridurre al minimo il pericolo di complicazioni, sia legate all’anestesia sia postoperatorie, quali tosse, infiammazione delle alte vie respiratorie, congestione polmonare ecc.;
b) alcol: alcuni giorni prima dell’operazione, è consigliabile sospendere il consumo di alcolici; il loro uso può infatti avere effetti negativi sul fegato, mentre è assai importante – soprattutto nel caso di interventi chirurgici di una certa gravità che comportano un’anestesia prolungata – che la funzione epatica non sia alterata;
c) sonno: nelle notti immediatamente precedenti un’operazione di una certa gravità, sarebbe necessario dormire almeno 8 ore, in quanto un organismo riposato è in grado di tollerare meglio il trauma dell’intervento chirurgico;
d) qualora si abbiano denti malfermi, è necessario toglierli prima del ricovero in ospedale e, nel caso si abbia la possibilità di fissare o conoscere in anticipo la data esatta dell’intervento chirurgico, è opportuno curare le eventuali infezioni delle gengive e i denti cariati.


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Chirugia Bariatrica

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